TRAMA:

Don Botulino vuole far sposare la figlia Rughina al ricco don Batterio. Rughina, però, si è già sposata con Clostridio, ma essendosi dimenticata di inviare le partecipazioni, non ha avvisato il padre che quindi è all’oscuro di tutto. Clostridio intanto si è trasferito in casa di Don Botulino e questi, non sopportandone più l’inopportuna presenza, cerca di fidanzarlo con Asfissia, la figlia di don Mascarpone.

Chi invece ama la presenza di Clostridio è donna Tossina, sorella maggiore di Don Botulino, che lo rincorre pazzamente perché la fa sentire giovane. In casa Botulino, nessuno sa, però, che donna Tossina ben lungi dall’essere una vogliosa ma inconcludente zitella, ha avuto anni prima una figlia, Asfissia, con don Mascarpone.

Clostridio, quindi, rimane in casa di Don Botulino e condivide segretamente il talamo con Rughina, ma finge di interessarsi a Donna Tossina solo per non farsi cacciare di casa.

Chi scoprirà tutto, compresa l’antica tresca di Donna Tossina con Don Mascarpone, sarà Paralisi, la figlia minore di Don Botulino, nonché sorella di Rughina.

Paralisi cercherà, danzando, di svelare a Don Botulino l’inghippo, ma  la sua condizione fisica non le permetterà di essere troppo esplicita.

Le nozze con don Batterio, intanto, sono quasi pronte e Rughina è disperata. Chiede quindi aiuto a Asfissia e quest’ultima prova a sedurre don Batterio, tentando di cantare un’aria, ma, a causa di una congenita mancanza di fiato, non terminerà l’impresa. Interverrà, invece, Paralisi che con una mezza danza riuscirà a concupire Don Batterio. Don Batterio si innamora perdutamente, ma non sa come risolvere l’impegno con don Botulino.

Dopo diversi colpi di scena tutto si risolve per il meglio:

Rughina svela le sue nozze con Clostridio

Paralisi viene chiesta in isposa da don Batterio

Asfissia cede alle profferte di Don Botulino, che era innamorato di lei sin dall’inizio (l’invito per sposarla a Clostridio era una scusa per averla vicina).

E Donna Tossina ammette l’antica fiamma con Don Mascarpone Avariato con cui si ricongiunge.

Sembra che tutto stia procedendo per il meglio quando sui protagonisti si abbatte l’ombra della tragedia, sotto forma di un improvviso, tremendo quanto misterioso morbo.

I personaggi stanno per perire fra atroci tormenti, quando fortunatamente irrompe – provvidenziale deus ex machina-  Fra Atropino, il frate chiamato a celebrare le nozze, il quale con un’utilissima iniezione salva a tutti la vita.

Un allegro concertato sulla gioia di vivere e sul Tiramisù chiude l’opera con gaudio e tripudio.

Personaggi

Don Botulino, ricco possidente, basso buffo

Rughina, sua figlia, soprano

Clostridio, chirurgo estetico, sposo segreto di Rughina, tenore

Donna Tossina, sorella di Don Botulino, ex amante di Don Mascarpone da cui ha avuto una figlia, e segretamente innamorata di Clostridio, mezzosoprano

Paralisi, figlia minore di Don Botulino. Danzatrice

Don Batterio, baritono

Asfissia, figlia segreta di donna Tossina e Don Mascarpone, più o meno soprano, quando riesce a cantare.

Don Mascarpone, mimo

Fra Atropino, basso profondo

IL MASCARPONE AVARIATO

La scena si finge nel castello di don Botulino, nel paese di Ermengenio

Atto Primo, Scena Prima

Don Botulino scrive una lettera a Don Mascarpone onde chiedergli di presentarsi alle nozze della Figlia Rughina con Don Batterio, portando seco la figlia Asfissia che segretamente intende fidanzare al giuovin Clostridio che da troppo tempo vede aggirarsi per la casa.

ARIA DI DON BOTULINO

D. Bot: (scrivendo)

             “Mascarpone amico mio,

                con mia prece ti chiegg’io,

                di venir a presenziare,

                ché la voglio maritare,

                questa figlia mia Rughina,

                bella, pura e assai carina,

                con vivace desiderio

                a quel ricco don Batterio.

                Mascarpone amico mio

                con gran gioia ti chiegg’io

               di portar anche Asfissia,

               che tua figlia è anche la mia,

               perché possa far da ancella

               alla figlia mia sì bella.

               Con Clostridio, giovin fiero

               fidanzarla puoi invero!

             Mascarpone Mascarpone

            qui v’attendo alla magione.

            Nell’attesa di cortese

            tua risposta a mie pretese

            Io ti porgo con gli acuti

           i cordiali miei saluti.

Recitativo: Don Bot. Solo

Don Bot.: Che idea invero geniale, fidanzar Clostridio ad Asfissia.
Io lo reggo proprio male, lo vuo’ fuor di casa mia.

 

Scena II, entrano Rughina e Paralisi. Quest’ultima danza, ma più di tanto non riesce.

Recitativo:

Don Bot: Figlia mia, bella Rughina, vuoi tu forse dei confetti?

Rughina: Non ne vo’, padre mio. I confetti son perfetti, ma gli zuccheri fan male alla pelle mia normale.

Don Bot: Tu Paralisi che dici?

Paralisi: (danza, più o meno, ma non risponde)

Rug: Ma i confetti a quale pro?

Don Bot.: Per le nozze tue, oibò

Par: Plonz plonz

ARIA DI RUGHINA

Le mie nozze? Oh ciel che sento

Quasi fingo un svenimento

Che non sappia il genitore

ch’io già sposa son da ore?

Fui incauta, per davvero!

Che destin sì tristo e nero,

deh scordar -che distrazioni!-

d’inviar partecipazioni!

(sviene).

 

… To be continued…

Trieste,  6 gennaio 2017

by Ilariuccia

 

 

 

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