…segue da qua:Parte Prima

 

Veniamo, dunque, alla PARS DENSTRUENS. Armata di carta e penna prendevo nota di tutto quello che mi sembrava “stonato”. Ecco quello che scrissi

1.Lasciando perdere le interviste a persone per strada, alla MAMMA del comico… di queste prendo solo il dato di quanto sia comunque radicata nella società norvegese, che è tra le più paritarie, l’idea che ci sia differenza tra le abilità. Parlo di ABILITA’ perché invece, poi, per tutta la durata del video si parla di PREFERENZE (e questo è un problema, perché si sommano pere e cavoli). Il video inizia dicendo che dopo 2 anni in cui si è cercato di assumere ingegnere donne e infermieri maschi, la situazione è tornata al punto di partenza. E’ rilevante ai fini della discussione? Uhm. Mica tanto. Perché dopo due anni le ingegnere e gli infermieri se sono andati? Se ne sono andati perché erano inabili al lavoro o perché in qualche modo si sono, come dire, “stufati”? Azzardo un’ipotesi che non ha alcuna validità (così come non ha validità questo esperimento, per come è stato posto): Non è che magari le infermiere donne hanno stressato la vita agli infermieri maschi e gli ingegneri maschi hanno stressato la vita alle ingegnere femmine? Che fine hanno fatto in termini occupazionali queste persone? Uno studio serio me lo dovrebbe dire. E invece niente… Ovviamente di possibili soluzioni al dilemma potrebbero essercene diverse, ma qua no. Si dà per scontato che sia avvenuto, perché…Dai, insomma…Un infermiere maschio….Tsk…Un’ ingegnera donna, dai… 

In sostanza, senza dati di questo tipo è difficile trarre alcuna conclusione. Il comico, però, vuole far passare la sua tesi, finge di portare dati, ne nasconde una parte sostanziale e dà come unica soluzione all’enigma la tesi che voleva dimostrare. Bello, no?

2.Attorno al quinto minuto avviene una cosa fantastica: il comico intervista una non ben precisata ricercatrice del Nordic Gender Institute (non mancandoci di ribadire il falso: cioè che dopo questo documentario la Norvegia ne ha chiuso i finanziamenti), tale signora Camilla Schreier e qua siamo a un classico esempio di NON SEQUITUR.

Il punto è un sondaggio con 108 domande sulle preferenze

La signora/dott.ssa boh Schreiner riporta lo studio commissionato dal NGI in cui si parla di 108 domande da cui sostanzialmente si evince che: “NIENTE dimostra che se più moderno è il paese più simili sono gli interessi tra maschi e femmine”. Ok. Cosa risponde il comico? “Allora si può dire che più moderno è il paese meno gli interessi sono simili”. E  la Schreiner (che per tutto il video passa veramente da sempliciotta, fino alla fine) risponde sì…. Sì???? Ma anche no!

Prendiamoci un attimo per respirare e analizziamo la cosa.

Dire che “nessuno dimostra che p=>q sia vera” non implica che “p=>q” sia falsa. In questo genere di studi le variabili sono talmente tante che prendere 108 domande potrebbe non essere risolutivo. Non è una vera dimostrazione. Siamo quindi di fronte a un “non sequitur”. Potremmo poi azzardare che, stanti così le cose, ossia non sapendo nulla in realtà dei valori di verità di p e q presi singolarmente e dell’implicazione, l’inferenza usata dal comico è usata a sproposito (p=>q FALSA (ma chi lo dice, in questo caso?), p vera => q falsa => NON q vera). Quello che avrebbe dovuto fare è semplicemente la negazione dell’implicazione (che  non è “p=>non q”, ma “non q =>non p), ma questo non porterebbe acqua al mulino alla tesi del tipo.

Continua…(ancora un post, poi smetto. Promesso).

 

 

 

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