Voi forse non lo sapete, ma accanto a noi vivono tante fatine. C’è la fatina della pulizia che ci fa venir voglia di lavarci alla mattina appena svegliati, ad esempio. Ogni persona ha la propria fatina della pulizia e, come intuirete, non tutte le fatine sono operose allo stesso modo…

Così come esiste la fatina della pulizia esistono un sacco di altre fatine che interagiscono non viste con il nostro vivere quotidiano.

Voi forse vi domanderete che prove ci siano per affermare l’esistenza delle fatine più o meno operose. Al che io rispondo: “questa è una favola, belli, non fate i rompiballe razionalisti sennò la fatina del rinforzo positivo non vi manderà più i premietti”.

Bene, appurato che ora tutti siamo concordi nel non negare l’esistenza delle fatine (vero?), oggi vorrei parlarvi di una fatina molto particolare e di uno dei suoi manufatti più interessanti:

La fatina dell’ottica.

La fatina dell’ottica costruisce occhiali. Bella scoperta, direte voi! Eh, ma mica sono occhiali qualunque quelli che costruisce la fatina dell’ottica. La fatina dell’ottica costruisce occhiali invisibili di vari tipi. Questi occhiali aiutano tutte le persone a “vedere” le cose del mondo da soli. Vi spiegherò come con diversi esempi fra poco.

Purtroppo non tutti questi occhiali funzionano bene. Già, perché, come dicevo, le fatine non sono tutte abili e operose allo stesso modo.

Ad esempio le persone fortunate indossano gli “occhiali del successo”. Questi occhiali deformano la realtà a volte in modo utile, a volte in modo pericoloso. Se la fatina dell’ottica è brava costruirà degli occhiali del successo in modo da far vedere alla persona che li indossa un mondo roseo, ma con realismo. Gli occhiali daranno consapevolezza alla persona fortunata di essere tale facendole capire  di avere sì delle abilità e delle doti ma anche il Fato a proprio favore, senza farla diventare presuntuosa e saccente nei confronti di quelli che hanno le stesse abilità e doti, ma non la stessa fortuna. Se la fatina dell’ottica, però, sarà maldestra, costruirà occhiali che faranno credere a chi li indossa di essere dei perfetti semidei cui tutto è dovuto. In questo caso l’effetto sarà che prima o poi qualche individuo non fortunato tirerà un pugno in faccia (vero o metaforico che sia) alla persona fortunata cui inevitabilmente si romperanno gli occhiali del successo. A quel punto l’ex fortunato dovrà abituarsi a vedere il mondo in un altro modo ed è possibile che, soprattutto all’inizio, tutto gli sembri davvero orribile.

Cosa farà allora la fatina dell’ottica? Beh, dipende da come si comporterà la persona. Se la persona si comporterà male la fatina dell’ottica non costruirà più occhiali e l’ex fortunato si troverà a dover vedere un mondo terrificante. Se la persona si comporterà bene, la fatina imparando dall’esperienza, costruirà dei nuovi occhiali, che non saranno più gli occhiali del successo, ma qualcosa di completamente diverso. L’ex fortunato potrà forse tornare a essere fortunato, ma le lenti nuove saranno mescolate con l’ingrediente della sensazione di caducità e con altri ingredienti.

La vera specialità della fatina dell’ottica, però, è la costruzione di un paio di lenti moooolto particolari. Sono gli “occhiali del dolore”.

Come la fortuna vaga a caso dalle persone così fa anche il dolore. Per i biechi razionalisti che non credono alle fatine – ma come si fa, dico io!- possiamo dire che la somma globale è zero, ma localmente i due opposti fattori sono ripartiti in modo totalmente casuale. Alcune teorie prevedono una sovrabbondanza di dolore rispetto alla fortuna, più o meno come succede con materia e antimateria. Altri dicono che è vero che il dolore sia sovrabbondante, ma che la fortuna abbia un peso maggiore. In pratica tanti piccoli dolori potrebbero essere annullati da una sola fortuna molto pesante. C’è chi afferma esattamente il contrario. Qui, però, non parleremo di tutto ciò. Questa è pur sempre una favola, cavoli, mica un trattato di filosofia!

Le fatine dell’ottica sono molto esperte nella costruzione di questi occhiali (e ciò darebbe ragione ai sostenitori della sovrabbondanza del dolore rispetto alla fortuna, ma questa è una cosa su cui ragionare a parte, come dicevo).

Quando a una persona, chiamiamola SOB, capita qualcosa di veramente brutto (una malattia, un lutto, una qualche altra forma di perdita o altro), la fatina interviene immediatamente posando gli occhiali sugli occhi di SOB, senza che SOB se ne accorga. Come lo faccia è ancora un mistero. Alcune fonti accreditate dicono che la fatina intervenga nel sonno della persona. Supponiamo sia effettivamente così.

Quando SOB si sveglia non capisce più niente. Il mondo non è più come prima. Le forme sono tutte strane, le voci suonano in modo diverso. Persino la propria voce SOB non riuscirà a riconoscere. All’inizio questi occhiali fanno provare a SOB tantissima paura. La fatina dell’ottica, però, è tanto buona e correggerà le lenti degli occhiali del dolore a seconda del carattere e della reazione di SOB.

Ad esempio gli occhiali del dolore impediscono ad alcune persone di lacrimare, sì che non riusciranno più a piangere. Ad altre, invece, le lacrime continueranno a scendere per tutta la vita, ma queste persone riusciranno a vedere il mondo lo stesso, perché, nonostante gli occhi siano completamente bagnati, gli occhiali hanno dei microtergicristalli incorporati che manterranno la visione sempre possibile.

Una cosa che è strana, rispetto a tutti gli altri occhiali costruiti dalla fatina dell’ottica, è che è impossibile togliersi gli occhiali del dolore. Spesso succede che SOB cerchi di strapparsi via gli occhiali del dolore, ovviamente senza riuscirci. Solo che le lenti si rovineranno e la visione peggiorerà. La fatina però interviene sempre e aggiusta, come può, in base all’entità del danno. Se per esempio SOB ha usato le unghie affilate per cercare di toglierseli (e qua un rimbrotto alla fatina della manicure ci starebbe tutto), la fatina limerà i graffi. Gli occhiali saranno un po’ rovinati e forse la visione ne risentirà. Potrebbero succedere cose strane. Ad esempio questi graffi potrebbero scatenare risentimento e rancore verso gli altri, cosa che però aggraverebbe la situazione, perché provocherebbe come reazione comportamenti ostili degli altri nei confronti di SOB e SOB starebbe ancora peggio.

Quando a SOB capita un altro dolore, la fatina non sostituisce gli occhiali, ma modifica le lenti direttamente in faccia a SOB. Come lo faccia dipende esclusivamente dal rapporto di SOB con la sua fatina. Se SOB capisce in qualche modo che la fatina lo sta aiutando, la fatina lo compenserà smussando le lenti e facendo sentire gli occhiali molto meno pesanti. SOB può chiedere alla fatina di costruire lenti sempre più leggere.

Questa è la situazione ideale. SOB avrà sempre gli occhiali del dolore, ma grazie al suo buon rapporto con la fatina, questi occhial saranno sempre più leggeri tanto che SOB non si accorgerà più quasi di averli.

La visione di SOB però sarà sempre filtrata da questi occhiali imponderabili che avranno nelle lenti tanti piccoli ingredienti di empatia, dolcezza e nostalgia.

E SOB vivrà per sempre felic…Beh, forse proprio felice e contento no, ma sicuramente non vivrà più disperato.

Larga la foglia, stretta la via, dite la vostra ch’io dissi la mia.

 

SOB e fatina dell'ottica

 

 

 

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